L’arresto cardiaco extraospedaliero

La morte improvvisa di origine cardiaca continua ad essere una delle principali cause di morte in tutto il mondo e particolarmente nei paesi industrializzati con alto tenore di vita.

Ogni anno, circa una persona su mille viene colpita; inoltre nel 50% degli uomini e nel 63% delle donne l’arresto cardiaco è la prima manifestazione di una malattia coronarica.

Nonostante i progressi che si sono fatti nell’individuare e modificare i fattori di rischio per malattia cardiovascolare, nella grande maggioranza dei casi non siamo in grado di predire con sufficiente accuratezza quali individui andranno incontro all’arresto.

Sappiamo da altro lato che in circa l'85% dei casi la morte cardiaca improvvisa è causata da una aritmia ipercinetica ventricolare, Tachicardia ventricolare (TV) o fibrillazione ventricolare (FV), che può essere terminata con uno shock elettrico (Defibrillazione)

Da alcuni anni sono a nostra disposizione degli apparecchi, i defibrillatori automatici esterni (DAE), che sono in grado di riconoscere le aritmie ipercinetiche e di guidare con messaggi vocali l’operatore ad eseguire le semplici manovre che costituiscono la defibrillazione.

Non potendo quindi nella grande maggioranza dei casi prevenire efficacemente l’arresto cardiaco, una società civile ha il dovere di porsi in grado di usare nel modo più efficace gli strumenti che ha a disposizione: i DAE.

Purtroppo la situazione non è ancora soddisfacente: la sopravvivenza dopo arresto cardiaco extraospedaliero generalmente non è superiore al 5%.

Esistono però, e si stanno sempre più diffondendo anche in Italia , esperienze riguardanti soprattutto città di dimensioni medio - piccole nelle quali eccellenti sistemi di assistenza all’emergenza medica hanno permesso di raggiungere sopravvivenze del 15-35%.

Questi sistemi si basano su due principi molto semplici:

- Aumentare, attraverso campagne capillari e ripetute di educazione sanitaria, la probabilità che il testimone casuale di un arresto cardiaco sappia cosa fare (prime manovre di assistenza) e chi chiamare.

- Costruire una organizzazione che permetta di intervenire e defibrillare in tempi ottimali entro 5 minuti, integrando i sistemi esistenti (118) con l’opera dei volontari già impegnati nel soccorso sanitario, dei corpi di pronto intervento quali Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e di tutti coloro che, per ragioni di impiego, si trovano a contatto con più persone contemporaneamente, come ad esempio il personale dei centri commerciali, ristoranti, cinema, discoteche ecc. .

Basandosi su questi concetti, è nato a Monte San Savino il Progetto Cuore, volto inizialmente a dotare i Volontari dell’Associazione - preziosissima risorsa fatta di impegno, spirito di sacrificio e professionalità - di tali conoscenze e degli strumenti per poterle mettere in pratica. Grazie anche all’apporto della popolazione, di alcune aziende e dell’amministrazione comunale, l’associazione ha potuto acquistare un Defibrillatore Semi-Automatico.

Nello stesso tempo si è provveduto alla creazione di un Centro di Formazione IRC (l’ente nazionale per la rianimazione cardiopolmonare) attraverso il quale procedere all’addestramento di quanti e più operatori possibile. Negli ultimi mesi, il nostro centro di formazione ha svolto corsi e rilasciato abilitazioni all’uso del DAE (in collaborazione con il centro di Formazione 118 USL 8) a circa 20 soccorritori dell’associazione e a 3 agenti della locale Polizia Municipale. Su richiesta degli interessati si sono inoltre svolti corsi per gruppi sportivi e personale di alcune case di riposo.

L’uso del dispositivo DAE è coordinato ed attivato dalla Centrale 118 di Arezzo, alla quale però l’associazione riesce attualmente a fornire solo una copertura parziale, legata soprattutto alla presenza di un solo dispositivo ed alla disponibilità dei volontari, per la natura stessa del loro impegno, non sempre presenti, e comunque già costantemente impegnati nei servizi sanitari già svolti dall’associazione (trasporti ordinari ed Emergenza con medico). Per questo motivo, gli obiettivi finali di questo progetto comprendono la formazione di quanto più personale possibile (sia negli ambienti pubblici quali scuole, palestre, piscine, discoteche, negozi e supermercati, sia nel privato quali famiglie di soggetti cardiopatici ecc) volta anche a favorire la dislocazione di ulteriori dispositivi DAE nel territorio comunale, incrementandone così la tempestività d’uso.

La Misericordia è quindi disponibile a formare tutti coloro che ne faranno richiesta.

I corsi avranno la durata di 8 ore e daranno luogo al rilascio di un attestato di Esecutore BLS-D (Basic-Life-Support and Early Defibrillation).