I DIPINTI DELLA PIEVE 

 

 

(Foto di Marcello Pecciarini)

Tela raffigurante
"La Vergine in
Gloria e Santi"
(fine XVII sec.) Scuola aretina

La Vergine è rappresentata in alto con in braccio il Bambino Gesù, circondata da nuvole e angeli, ai suoi piedi tre figure di Santi, S. Ludovico di Tolosa, S. Filippo, S. Francesco.
Il dipinto ha precisi riferimenti a una cultura emiliana e cortonesca ed è sicuramente uscito da un atelier aretino della fine del XVII sec.
Il gruppo dei Putti in alto è infatti  una chiara citazione dell'arte di Bernardino Santini (cfr: le pitture della cantoria di sinistra in Santa Maria in Gradi ad Arezzo), mentre nelle figure dei santi si ritrovano ricordi tratti dalla tradizione emiliana, specialmente evidenti nel volto di S. Francesco e nella figura di S. Filippo Neri; quest'ultimo infatti, sembra essere ripreso da un quadro di Guido Reni, nella Chiesa Nuova a Roma.

 

 

 

Dipinto raffigurante
"La Madonna del Popolo"
(1a metà XVIII sec.)
Arte Toscana

La Vergine al centro del quadro ha la testa rivolta verso sinistra e sorregge il piccolo Gesù.
Intorno al quadro vi è una ricca cornice dorata e decorata da ricchi motivi vegetali intagliati.
Questo delicato dipinto, di ambiente popolare è un'opera di un anonimo pittore aretino che con grazia ha saputo arcaicizzare su schemi più antichi rielaborandoli e semplificandoli. Che questa tavola è stata eseguita nella prima metà del XVIII secolo, ci pare dimostrato dal lindore delle superfici del fondo e dalle forme aggraziate dei visi e dalle mani della Vergine e del Bambino. Anche il panneggio così calligrafico ha perduto tutta quella opulenza che è tipico di una cultura seicentesca.

 

 

Tela raffigurante
"San Pietro e San Paolo"
(fine XVI sec. databile al 1580)
Orazio Porta

San Pietro e San Paolo sono rappresentati con in mano i loro attributi, le chiavi e la spada; dietro a loro vi sono alcune teste di cherubini. Questa tela eseguita da Orazio Porta è molto vicina ad una cultura raffaellesca da questo allievo Vasariano attraverso una visione diretta delle opere di Raffaello a Roma.
Per confronti stilistici fra la nostra tela e quella di ambiente raffaellesco, si vedano le due opere gemelle con il San Pietro e il San Paolo eseguito da Raffaello Lauzio e aiuti e oggi conservati negli appartamenti Vaticani di cui i nostri apostoli sono una precisa derivazione.
Pervenuto a noi in cattive condizioni il dipinto della fine del XVI sec. mostra le tracce evidenti di varie aggiunte fatte attorno alla tela originale verso il 1746, quando il quadro fu inserito in un nuovo altare di stile rococò.

 

 

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