TERREMOTO

 

 

 

Dall'anno 1000 ad oggi sono stati registrati in Italia oltre 30.000 eventi sismici di media e forte intensità, dei quali 200 disastrosi. Essi hanno causato: oltre 120.000 vittime nell'ultimo secolo e  oltre 120.000 miliardi di danni negli ultimi 20 anni.
La sismicità è concentrata nella parte centro-meridionale della penisola ed in alcune aree settentrionali, proprio dove il patrimonio abitativo, per le sue caratteristiche costruttive e per lo stato di manutenzione, si presenta più fragile.
Una parte consistente del patrimonio storico ed artistico del paese è fortemente esposta agli effetti del terremoto.
L'azione di prevenzione condotta fino ad oggi ha dato buoni risultati, ma non è stata sufficiente a scongiurare un alto numero di morti e di danni anche nei più recenti terremoti.

Belice 1968: 300 vittime
Friuli 1976: 970 vittime
Irpinia 1980: 2.750 vittime

In Italia il rapporto tra intensità dei terremoti ed il numero delle vittime è da considerare troppo elevato in confronto ad altri paesi e comunque non accettabile per una nazione industrializzata, scientificamente e tecnologicamente avanzata, culturalmente e socialmente evoluta.

Il terremoto

è un fenomeno naturale
non è prevedibile
ha breve durata (meno di 1 minuto)
si ripete di solito nelle stesse aree

 

Nella carta a fianco sono rappresentati gli epicentri dei terremoti che negli ultimi 1000 anni hanno superato la soglia del danno grave (intensità uguale o maggiore all' 8° grado della scala Mercalli, ovvero circa 5.5 della scala Richter).
I terremoti più forti nell'ultimo secolo hanno interessato soprattutto le regioni appenniniche, la Calabria, la Sicilia ed il Friuli.

 

Il terremoto si misura in:

Magnitudo (scala Richter)

Si misura attraverso la registrazione degli strumenti (sismogrammi) ed esprime l'energia sprigionata da un terremoto. Il terremoto del 1980 in Irpinia, ad es., ha sprigionato energia pari a 6.8 Richter, equivalente all'esplosione di 10-15 bombe atomiche come quella di Hiroshima. Più profondo è l'epicentro del terremoto, tanto più attenuata sarà in superficie la magnitudo del sisma.
La scala fu introdotta negli anni '30 dal sismologo americano Charles Richter
.

 

Intensità (scala Mercalli)

Il terremoto viene misurato secondo gli effetti sull'uomo, sulle costruzioni e sull'ambiente.
Tali effetti sono suddivisi in 12 livelli - dal I al XII -, secondo i gradi della scala introdotta all'inizio del secolo dal sismologo Giuseppe Mercalli.

La Scala Mercalli

GRADO DI CLASSIFICAZIONE

GRADO PERCEZIONE

EFFETTI SULL'AMBIENTE

I    - Impercettibile Nessuno  

Nessuno

 
II   - Molto Lieve Percepita solo nei piani alti
III  - Lieve
IV  - Moderata Percepita all'aperto
V   - Abbastanza forte Percepita da molte persone Oscillazione degli oggetti sospesi
VI  - Forte Percepita da tutti Caduta oggetti dalle mensole
VII  - Molto Forte Casi di panico Danni alle condutture, boati sotterranei
VIII  - Distruttiva

IX    - Fortemente distruttiva

X     - Rovinosa

XI    - Catastrofica

XII   - Catastrofica totalmente      (storicamente mai percepita)

Panico generalizzato

In molti casi subentra uno shock nervoso

Variazione corsi d'acqua e pozzi

Deformazione rotaie

Fenomeni di liquefazione del terreno

Nascita di sorgenti

Vistosi cambiamenti della morfologia della terra

 

L'azione dello Stato dal 1908 ad oggi

Dopo il disastroso evento sismico di Reggio Calabria e Messina del 1908, che causò oltre 80.000 morti, lo Stato italiano ha avviato iniziative per la riduzione dei danni del terremoto attraverso l'azione congiunta della classificazione del territorio e di altre speciali regole da rispettare per le costruzioni.

Classificazione sismica del territorio

Sulla base della frequenza ed intensità del terremoti del passato, una parte del territorio nazionale è stata classificata in tre categorie sismiche, alle quali corrispondono livelli crescenti di protezione richiesti per le costruzioni (livello massimo per la 1a categoria).
I Comuni attualmente classificati sismici sono:
   368 in 1a categoria
2498 in 2a categoria
     99 in 3a categoria
pari a 2965 Comuni su un totale di 8102. Complessivamente è classificato sismico il 45% della superficie del territorio nazionale, nel quale risiede il 40% della popolazione.

 

Normativa antisismica

Le nuove costruzioni, nei Comuni classificati sismici, devono essere progettate e realizzate al fine di sopportare senza gravi danni i terremoti meno forti e senza crollare quelli più forti.
Gli edifici esistenti, nei Comuni classificati sismici, devono rispettare alcune regole tecniche di miglioramento o adeguamento, che la normativa prevede nel caso di interventi sulle strutture.
Un edificio nuovo, costruito secondo le norme antisismiche, o un edificio esistente, sul quale siano stati realizzati interventi di adeguamento sismico, è più resistente al terremoto ed è in grado di sopportare anche una scossa di forte entità.

Il rischio sismico

A partire dalla definizione di aree prioritarie di intervento, oggi si stanno predisponendo nuovi studi  per la riduzione del rischio sismico, al fine di sviluppare una più incisiva azione di prevenzione.
Con il termine rischio sismico si indica una stima delle perdite complessive causate dai terremoti che potranno interessare in un determinato periodo una determinata area.
Questa stima può essere espressa in diversi modi. Per esempio attraverso il costo dei danni subiti dagli edifici, il costo complessivo in termini economici e sociali subito dalla popolazione dell'intero paese, oppure attraverso il numero prevedibile di morti e feriti.

Per sapere qual'è il rischio sismico in una certa zona è necessario conoscere:

 

la pericolosità sismica dell'area, ossia la probabilità che in certo intervallo di tempo sia interessata da forti terremoti che possono produrre danni;

 

quali opere costruite dall'uomo vi sono, qual'è la loro importanza e vulnerabilità e quindi qual'è la loro resistenza al terremoto;

 

quante persone vivono in quella zona e quindi qual'è la sua esposizione al terremoto.

 

pericolosità

x

 vulnerabilità

x

esposizione

 (terremoti)

(edifici vulnerabili)

 (popolazione)


RISCHIO SISMICO

Nelle aree con elevata pericolosità sismica ma disabitate, il rischio sismico è nullo. Nelle aree densamente popolate e con molte costruzioni poco resistenti, vi può essere un rischio sismico elevato anche in presenza di bassa pericolosità.

La prevenzione

Per la riduzione del rischio sismico è necessario che lo Stato, le Regioni, le Province, i Comuni, con la collaborazione dei cittadini, diano avvio ad una serie di iniziative per lo sviluppo di una efficace azione di prevenzione, mettendo a frutto le esperienze già fatte ed in corso.

Fino ad oggi

  •  le arre pericolose per il possibile verificarsi di un forte terremoto sono state individuate e classificate in tre categorie, corrispondenti a livelli di pericolosità crescente

  •  per tali aree, lo Stato ha fissato regole antisismiche per le nuove costruzioni e per l'adeguamento o il miglioramento di quelle esistenti

A partire da oggi

  • vengono migliorate le norme tecniche da applicarsi nei Comuni classificati sismici
  • vengono individuate le aree a rischio sismico e tra queste le aree dove è prioritario l'intervento dello Stato
  • Stato, Regioni, Province e Comuni preparano programmi di prevenzione a lungo termine per diminuire i possibili effetti del terremoto
  • vengono avviate iniziative anche a carattere fiscale e finanziario, per incentivare i cittadini a rinforzare le proprie case
  • gli enti pubblici e privati vengono stimolati a migliorare le costruzioni, le infrastrutture e gli impianti di loro proprietà
  • vengono svolti corsi di aggiornamento per i tecnici delle pubbliche amministrazioni e per i professionisti al fine di migliorare le conoscenze sul rischio sismico
  • vengono avviate campagne di informazione e di educazione della popolazione sui comportamenti da tenere in caso di terremoto
  • Stato, Regioni, Province e Comuni preparano, prima del terremoto, piani di emergenza, tenendo conto delle caratteristiche fisiche, sociali, economiche del territorio.
 

COSA FARE SE ARRIVA IL TERREMOTO